Un ricordo della morte di BUM BUM BLUE e di LEE ROY CROWN

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Ciao Bum Bum Blue!
Ciao Lee Roy Crown!
 
 
Martedì 11 marzo 2003
 
E’ domenica 09 marzo, giornata riservata ai gentlemen drivers.
 
Alle ore 17.40 la corsa di centro.
 
Tra gli altri vi prendono parte anche Lee Roy Crown e Bum Bum Blue. Lee Roy Crown è stato vincitore di derby e cavallo dell’anno 1999 in Austria, Bum Bum Blue è pluripiazzato in classiche e quinto nel Derby italiano.
 
La partenza è veemente. Fanno l’avvio un po’ tutti sia in prima fila sia in seconda. Sulla prima piegata sbaglia Alaide Fm lungo la corda, al suo esterno è di galoppo anche Bingo Del Nord, Alberto Guarino cerca di buttarsi nella stretta via di fuga con Alaide Fm, a centro pista Stefano Baldi cerca di scansarsi con il suo Bingo Del Nord, dal largo convergono alla ricerca della posizione Belinda Coral, Bandera e Bum Bum Blue.
 
C’è caos sulla prima curva tra chi galoppa, chi di trotto cerca posizione e chi strilla, gli spazi sono stretti, vengono a contatto i sulky di Burla Lavec e di Bum Bum Blue che frenati dall’agganciamento rallentano mentre dietro di loro è in piena spinta Lee Roy Crown, fortunatamente (o meglio, sembra fortunatamente sul momento) i due si sganciano e per non intralciarsi convergono, Burla verso l’interno e Bum Bum verso l’esterno, questi proprio nel momento in cui sopraggiunge Lee Roy Crown, è freddo e bravo Franco Fumagalli a “sterzare” e a tentare fino all’ultimo di tenere sotto controllo il proprio allievo che tira come un indemoniato ma la sfiga vuole che proprio con la parte finale delle ruote dei sulky Bum Bum e Lee Roy vengano in contatto.
 
I due agganciati sbalzano a terra i rispettivi driver. Bum Bum Blue si ritrova contromano e inizia a galoppare in senso inverso a quello di corsa ormai privo di ogni comando, Lee Roy Crown fa lo stesso nel normale verso di corsa.
 
Nel frattempo, pur doloranti, si rialzano Gino Gennazzetti e Franco Fumagalli e controllano l’evolversi della situazione. Lo stesso fanno i tanti addetti ai lavori (driver, allenatori, artieri, ecc.) che si catapultano in pista e, accertatisi che le condizioni di Gino e di Franco non sono gravi, cercano di fermare una volta Lee Roy e una volta Bum Bum, ma i due cavalli sono due furie e continuano a galoppare a tutta birra.
 
Dopo un giro le strade di Bum Bum Blue e quella di Lee Roy Crown si incrociano: il pubblico sa il loro valore, conosce la loro forza. Entrambi l’hanno ampiamente dimostrata.
 
Ma in quei giri di pista senza driver non si sa cosa frulla nella mente di Bum Bum e di Lee Roy che sono come impazziti.
 
E vogliono dare una prova in più della loro forza. I due si incrociano alla stessa altezza della pista, si “puntano” uno contro l’altro, in un rettilineo lungo 100 metri il pubblico trattiene il respiro, cattivi e indemoniati, con gli occhi fuori dalle orbite Bum Bum e Lee Roy dimostrano il loro coraggio, si prega che non lo facciano, i due quando sono l’uno nelle vicinanze dell’altro cambiano leggermente direzione e si sfiorano. Un sospiro per il pubblico che aveva temuto il peggio. si spera in un esaurimento delle energie sia fisiche sia psichiche di Bum Bum e Lee Roy.
 
In pista, anche con molto coraggio, alcuni driver e artieri cercano di frenare i due parandosi davanti a loro e agitando le mani, ma è tutto vano: Lee Roy e Bum Bum proseguono nella loro assurda corsa. Il giro successivo si riincontrano, sempre uno in una direzione e uno nell’altra, Bum Bum Blue abbassa le orecchie sulla nuca, Lee Roy accetta la sfida e tira indietro le sue orecchie puntando l’avversario. Qualcuno capisce che di lì a qualche momento ci sarà il più atroce scontro verificatosi tra due cavalli a memoria d’uomo.
 
Bum Bum Blue e Lee Roy Crown raccolgono in sè tutte le energie sia nervose sia fisiche e, sembra incredibile, ne hanno ancora moltissime; si puntano e accelerano incredibilmente l’andatura, si spera in un cambio di direzione dei 2, ma ognuno prosegue dritto, è un momento incredibilmente e assurdamente drammatico: Bum Bum Blue e Lee Roy Crown ad una velocità intorno ai 45 – 50 km orari si scontrano frontalmente (con entrambi che nel momento di scontrarsi alzano gli anteriori come a voler colpire l’avversario), in piena spinta, rimbalzano all’indietro mentre i sulky si sfasciano sulla loro sagoma e stramazzano al suolo.
 
Il boato è tremendo.
 
In tribuna e in pista si piange, sono attimi di orrore.
 
Bum Bum Blue e Lee Roy Crown restano a terra immobili, accorrono verso di loro Gino Gennazzetti, Franco Fumagalli, il veterinario di sevizio Lorenzo Berti, altri driver, altri artieri, altri veterinari. Bum Bum e Lee Roy sono ancora vivi.
 
Si prova in tutte le maniere (anche se la situazione appare subito disperata) a cercare di farli alzare (rimanere a terra per un cavallo equivale a dire fine).
 
I minuti passano, Bum Bum e Lee Roy restano a terra, entrano in pista il trattore e la pala meccanica per trasportarli nelle scuderie ma si prova ancora a farli rialzare.
 
Lee Roy Crown resta a terra. Bum Bum Blue sente le voci, vede le lacrime, sente la mano di chi cerca di tirarlo su, dà fondo a tutte le ultime risorse e prova a rialzarsi, ce la fa, si tira su, è in piedi.
 
Sorretto in piedi Bum Bum Blue viene caricato su un trailer e portato alla clinica delle scuderie, lo segue caricato su un trattore Lee Roy Crown.
 
In scuderia i veterinari le provano davvero tutte, molti artieri, driver e proprietari accorrono: staranno in scuderia fino a notte inoltrata e questa della solidarietà e dell’affetto verso i cavalli è l’unico aspetto positivo di una giornata troppo tragica per essere vera.
 
Già, l’unico aspetto positivo. Incredibilmente mentre accade tutto questo vengono chiamati in pista i cavalli dell’ultima corsa in programma… Sono attimi anche di rabbia. Non è passato il trauma e lo choc di una vicenda che nessuno aveva mai visto. Oltretutto è una giornata gentlemen, vale a dire per persone che corrono per passione e non per lucro. Franco Fumagalli, pur preoccupato per la salute dei due cavalli e dolorante, azzarda un “Ma perchè? Corrono?”, nessuno lo ascolta: corrono davvero! Mentre nelle scuderie Bum Bum Blue e Lee Roy Crown stanno lottando contro la morte a pochi metri di distanza, in pista, sotto i riflettori, si corre una corsa gentlemen …
 
Il cronista Vieri Berti che in quel momento stava tranquillizzando una bambina in crisi di pianto traumatizzata dall’accaduto dice “Solo per la bambina che piangeva in tribuna era giusto non correre!”.
 
“The show must go on” ma nessuno apprezza lo spettacolo e un po’ tutti sono concordi sul fatto che la riunione dovesse essere sospesa.
 
Sempre in tema di opinioni qualcuno ricorda che dal 1° aprile sarà obbligatorio in tutte le piste il cavallo con il cavaliere per aiutare il cavallo scosso in questi casi: l’impressione è che in questo caso sarebbe servito a ben poco: cosa avrebbe fatto?
 
Erano troppo “imbufaliti” e scatenati Lee Roy e Bum Bum. Se si fosse messo di fianco ad uno dei due lo avrebbe probabilmente ancor più eccitato. Insomma, non sappiamo cosa avrebbe potuto fare (inoltre non conosciamo il grado di preparazione in questi casi dei cavalieri ma nel caso specifico nessuno sa che cosa si poteva fare per evitare che i due cavalli venissero in contatto).
 
Poco c’incastra l’ippodromo di Firenze: fermo restando che è un ippodromo disgraziato, che la via di fuga è stretta e pericolosa, che ci sono i tombini, che i pali della luce sono troppo vicini e tutto questo la rende una pista potenzialmente pericolosa c’è da dire che questa volta un fatto così poteva accadere in qualunque pista (quando si verifica l’agganciamento tra Burla Lavec e Bum Bum Blue che poi causerà il cross tra Bum Bum e Lee Roy Crown, si vede in maniera chiara dalla ripresa frontale che Alaide Fm di galoppo è già nella via di fuga e Burla Lavec l’ha già sfilata, con Luigi Vezzani che in sulky alla femmina mantiene sempre la propria linea di corsa).
 
Nell’assurdità di tutto quanto se Burla Lavec e Bum Bum Blue restano agganciati ancora per 10 metri non succede nulla, e invece la sfiga vuole che si sganciano proprio nel momento in cui sopraggiunge Lee Roy Crown. Non c’è un perchè, non c’è un cosa poteva esser fatto e non è stato fatto, non c’è nulla! E’ la sfiga, Dio, il destino, chiamamolo come ci pare ma quello è. E’ tutto assurdo!
 
Ma a parte i discorsi e le corse (che in un momento così francamente interesano poco) mentre si disputa assurdamente tra l’indignazione e la rabbia l’ottava corsa, nelle scuderie veterinari e addetti ai lavori tentano l’impossibile per salvare Bum Bum Blue e Lee Roy Crown dalla morte.
 
Bum Bum Blue tenta di reggersi in piedi amorevolmente sorretto dal suo proprietario Gino Gennazzetti, ma la spalla di Bum Bum è visibilmente scomposta (probabilmente è fratturata), più volte accenna a buttarsi per terra. Lee Roy Crown resta al suolo ma il suo cuore batte ancora. Per entrambi la speranza è sospesa ad un filo.
 
Dopo circa 3 ore Bum Bum Blue si accascia, chiude gli occhi e muore.
 
A poca distanza Lee Roy Crown è in stato ormai di coma, vive ancora ma le speranze sono ormai legate ad un miracolo.
 
Un miracolo che in una domenica troppo triste e drammaticamente assurda può anche avvenire.
 
Non mollano i veterinari.
 
A poca distanza l’uno dall’altro Bum Bum Blue e Lee Roy Crown.
 
E’ mezzanotte: è finita domenica 9 marzo 2003. Nessun lieto fine. Bum Bum Blue è deceduto, Lee Roy Crown è da oltre 6 ore steso al suolo.
 
Holger Ehlert si rimette al parere dei veterinari e della proprietaria.
 
Ha energie sconosciute Lee Roy Crown, il suo cuore continua a battere, non si arrende e, anche se può sembrare impossibile, non si arrenderà mai. Non c’è più alcun avversario da battere, le luci dei riflettori della pista sono spente, i cavalli che alloggiano alle scuderie di Firenze (anche i più curiosi) si addormentano, non si sente più un nitrito, è l’ora giusta per morire, ma Lee Roy non lo fa di sua volontà, è troppo orgoglioso. All’1 e 30 la proprietaria consente che Lee Roy Crown venga abbattuto.
 
Ciao Bum Bum Blue!
Ciao Lee Roy Crown!
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